Cosa dubiti di Il Genio

Due amanti sussurrano nella controra (senz’altro ci troviamo nel sud), sfuggiti al controllo di coniugi o fidanzati dopo uno di quegli interminabili pranzi domenicali di famiglia. Situazione clandestina, lui ha poco tempo, lei è gelosa e dice “sento il sangue ribollire”, “ho un coltello fa attenzione”, ma sempre con la vocina. I riferimenti sono più fitti delle cicale di luglio.
11 AGO 20
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Due amanti sussurrano nella controra (senz’altro ci troviamo nel sud), sfuggiti al controllo di coniugi o fidanzati dopo uno di quegli interminabili pranzi domenicali di famiglia. Situazione clandestina, lui ha poco tempo, lei è gelosa e dice “sento il sangue ribollire”, “ho un coltello fa attenzione”, ma sempre con la vocina. I riferimenti sono più fitti delle cicale di luglio: la Mina torrida della canzone di Malgioglio, la cantina buia della battistiana “Canzone del sole” “dove noi / respiravamo piano”, le colonne sonore del Morricone di genere, ovviamente “Je t’aime, moi non plus” (però nelle versioni elettroniche e stilizzate di Cibo Matto e Pet Shop Boys).

Se dovessi sintetizzare in un solo titolo questa lunga galleria di suggestioni, sudori e sospiri direi senz’altro “Buonasera dottore”, Claudia Mori vintage 1975. Il Genio sono un uomo e una donna leccesi, coppia d’arte e non di vita, almeno così afferma Alessandra Contini. E Gianluca De Rubertis che fa, annuisce? Non esistono più i cantanti maledetti di una volta: secondo me se Jane Birkin si fosse pubblicamente definita “solo amica”, Serge Gainsbourg le avrebbe spento una sigaretta sul braccio, e avrebbe fatto bene. Da ascoltare bevendo il Whisky and Soda ripetutamente ordinato dal protagonista nella canzone.